13 Dicembre 2009

il volo del cuculo

IL VOLO DEL CUCULO

1978-2008 trent’anni senza manicomi

Nutrimenti- pp 250 - 16 euro

 

Prefazione di Lucia Annunziata con la partecipazione di Paolo Villaggio

cuculo.jpg

Sta finendo ormai l’estate. Il sole,il mare,la spiaggia,le passeggiate,scivolano via impercettibilmente per lasciar spazio all’autunno.  Luana De Vita e Mimosa Martini, attraverso le loro parole, ci ricordano che, purtroppo, esistono persone per cui questo cambiamento non ha nessun significato.  Persone per cui giorno e notte, estate e inverno, gioventù e vecchiaia, risultano indistinguibili.

I matti sono destinati ai manicomi.  Manicomi ormai chiusi da trent’anni in nome della libertà e della dignità umana.

“Il volo del cuculo” analizza la storia della psichiatria ripercorrendone le principali tappe raggiungendo la situazione attuale: manicomi chiusi in nome della dignità umana di ogni singolo individuo:dignità tutelata solo formalmente. Se è vero che è stata restituita la libertà a questi individui, è altrettanto vero però che percorsi formativi,di supporto,di riabilitazione, non sono stati applicati adeguatamente.  Così,quegli stessi soggetti a cui è stata riconsegnata,quasi fosse qualcosa da guadagnare,la libertà, mancano spesso dei mezzi per vivere questa conquista.

Attraverso interviste trascritte all’interno del saggio e attraverso i reportage presenti nel dvd allegato alla pubblicazione, si percepisce chiaramente la disperazione di questi esseri umani, lasciati allo sbaraglio, in balia della libertà, dopo anni,decenni, di manicomio.

Emblematica la testimonianza di Lucia. Dopo sessant’anni di manicomio dichiara di non sentirsi più libera al di fuori dello stesso. “Il pomeriggio è uguale al mattino,domani è uguale a oggi, il passato è brutto,il presente è brutto. Cosa posso aspettarmi d’altro?” Lucia è pazza.  Una pazza che,purtroppo, capisce troppo bene la situazione e lascia trapelare chiaramente la rassegnazione e il dolore per l’impossibilità di condurre una vita normale.

Oggi i manicomi sono finalmente chiusi da trent’anni,rimpiazzati da reparti di psichiatria e case di cura riabilitative.  Ma sono davvero chiusi o hanno semplicemente cambiato nome? Nonostante sia stata provata statisticamente l’efficacia del sistema psichiatrico a “porte aperte”,sono troppi i reparti psichiatrici ancora gestiti con porte chiuse, impossibilità di uscire, segregazione.  Perché? E’ una riflessione che merita attenzione, in quanto influisce sul concetto di essere umano: quali sono davvero le caratteristiche distintive di un essere umano degno di esser chiamato tale?Quali sono le caratteristiche che garantiscono il diritto alla vita vero e proprio e non alla semplice sopravvivenza?

 

Flaminia Grieco

 

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto